Le contestazioni degli anni Settanta tra archivio e fotografie d’autore

La stagione politica degli anni Settanta in Italia, che affonda le proprie radici nelle proteste sfociate nel Sessantotto, è ben leggibile nella sua complessità e nelle sue contraddizioni attraverso numerosi fondi conservati presso CSAC. Tra questi, certamente, i servizi di cronaca dell’agenzia fotogiornalistica Publifoto Roma, molto legati alla diffusione a mezzo stampa e quindi a logiche comunicative influenzate dal mercato e dall’opinione pubblica; e, su un altro versante, i reportage e le sperimentazioni fotografiche di autori e autrici come Mario Cresci, Carla Cerati, Uliano Lucas, più improntati alla denuncia e alla sensibilizzazione delle coscienze attorno a questioni dimenticate, lasciate ai margini.
Nelle immagini veloci, sintetiche della Publifoto, i movimenti di protesta studenteschi, operai e femministi si riversano nelle strade della capitale per il lavoro e la casa, la depenalizzazione e la legalizzazione dell’aborto, per il divorzio, contro la guerra in Vietnam. Sul versante autoriale, il rotolo sul militarismo di Mario Cresci espone, in altra chiave, la retorica della guerra, con una riflessione che è allo stesso tempo politica e legata alle potenzialità del medium fotografico: attraverso un montaggio quasi cinematografico e un formato del tutto inusuale, calato letteralmente all’interno del contesto urbano, il rotolo impone al passante disinteressato di tramutarsi in spettatore coinvolto.
La fotografia restituisce una storia per immagini di quegli anni che non è solo mera documentazione, ma strumento capace di leggere e interpretare criticamente le tensioni e le inquietudini sociali, culturali ed economiche del periodo, che diventa anche riflessione sullo stesso mezzo fotografico.


Margherita Zazzero