Gli anni ’70 vengono convenzionalmente identificati come gli anni in cui il design italiano raggiunge la sua definitiva consacrazione.
Il light design, settore connotato da forti elementi identitari, riveste un ruolo determinante nel panorama del design italiano di questi anni; complice, sicuramente, il fortunato rapporto di collaborazione tra creativi e industria di cui ne è un esempio tra i più significativi quello tra Achille Castiglioni e Flos.
Dopo aver già ampiamente esplorato possibilità creative e innovazioni tecnologiche nel corso degli anni ’60 disegnando, insieme al fratello Pier Giacomo, alcune lampade divenute iconiche (Arco, Luminator, Toio, Gatto, Viscontea), negli anni ‘70 Achille Castiglioni continua a sperimentare e a ideare nuovi, sorprendenti, prodotti per l’azienda Flos.
Nel 1970, partendo dallo sviluppo dei disegni di Pio Manzù crea la Parentesi. Una lampada apparentemente sospesa nel vuoto sviluppata intorno a un faretto regolabile che scorre lungo un filo teso fra il pavimento e il soffitto. Un design assolutamente originale che coniuga semplicità e ricerca, movimento e staticità; una lampada dall’estetica immediatamente riconoscibile ed estremamente versatile.
Solamente due anni dopo è tempo di un’altra creazione iconica: la Lampadina. Vero e proprio manifesto della poetica di Castiglioni e omaggio alla semplicità. Ideata come lampada da tavolo (ma può anche essere appesa al muro grazie a un foro nascosto alla base) si compone di solamente tre elementi: una base in alluminio (che funge anche da avvolgi filo), un portalampade in bachelite con interruttore e una lampada a bulbo smerigliata da una parte per evitare la luce diretta. Semplicità ed essenzialità, requisiti della ricerca di Achille Castiglioni, sono gli elementi distintivi anche della lampada da tavolo Ipotenusa, realizzata nel 1975, composta da una piccola base nella quale si inserisce un’asta sottilissima al vertice della quale è posizionata una lampada alogena
Queste lampade, solamente alcune di quelle progettate da Achille Castiglioni per Flos nel corso di quasi trent’anni di collaborazione, sono privilegiato terreno di sperimentazione e confronto tra una componente di innovazione tecnica e una legata alla dimensione estetica. I numerosi disegni progettuali e le stampe fotografiche originali conservati all’interno del fondo Achille e Pier Giacomo Castiglioni di CSAC ne offrono una preziosa e originale testimonianza.
Maria Vittoria Alpi

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