La Collezione Krizia Autunno/Inverno 1978-1979 è anche ricordata come Linea ad Anfora, ad evidenziare la caratterizzazione della figura femminile che presenta spalle importanti e un punto vita estremamente stretto, a rappresentare una sorta di v rovesciata, resa graficamente attraverso una forte verticalità e una sinuosità descritte nel testo in rima a corredo della collezione.
Per la donna di Krizia, infatti, una nuova autorevolezza si conquista anche con un portamento più fiero e sicuro: “Occorre: essere più serie e quadrate all’esterno per avere all’interno più frizzo. Imparare a non fidarsi delle cose. Avere buone spalle e un ritrovato senso della vita.”
La figura, quasi sempre rappresentata di profilo, presenta due dettagli: la bocca sorridente definita dal rossetto rosso ciliegia e la sigaretta; la parte superiore del volto è bendata, attraverso l’impiego di una fascia, un foulard-copricapo o un diadema che impreziosisce le acconciature.
I capi di punta della collezione sono: il bustino, le ghette, il gilet che lascia la schiena nuda, il cravattino, l’impermeabile che diventa abito o che completa look in cui ad ampi pantaloni blusanti si alternano vestiti sottoveste o completi eleganti.
L’accessorio imprescindibile è il ventaglio stampato o ricamato, che richiama elementi decorativi di matrice orientale. Nella Press Release viene sottolineato come, attraverso le associazioni capo d’abbigliamento-tessuto scelto per la realizzazione, sia espressa una vera e propria poetica delle contraddizioni: “lana da calze per l’abito frou-frou, linea ad anfora persino nel tutù, nido d’ape ricamato in grossa lana, di canapa azzurra l’entredeux; bretelle di paillettes sul corpino drappeggiato; un diamante da rajah sul colletto da curato; e sul nudo il colletto di plastica, duro.”
I tessuti scelti sono lana, angora, cachemire e alpaca; seta e velluto.
Matilde Alghisi

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